Internet for Peace

Durante gli ultimi mesi, le varie redazioni di WIRED (in particolare quella americana, quella inglese e quella italiana), si sono unite per lanciare una campagna mondiale su Internet e la Pace, proponendo appunto Internet come “candidato” per il prossimo premio Nobel per la pace.

www.internetforpeace.org

Ecco il manifesto ufficiale dell’iniziativa:

“Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone.

Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l’umanità abbia mai avuto.

La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa civiltà sta costruendo la dialettica, il confronto e la solidarietà attraverso la comunicazione.

Perchè da sempre la democrazia germoglia dove c’è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l’incontro con l’altro è l’antidoto più efficace all’odio e al conflitto.

Ecco perchè Internet è uno strumento di pace.

Ecco perchè ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza.

Ecco perchè la Rete merita il prossimo Nobel per la pace.

E sarà un Nobel dato anche a ciascuno di noi.”

E’ notizia di qualche giorno fa che la candidatura è stata accettata ufficialmente.

Citando l’editoriale di Riccardo Luna su Wired di dicembre:

Questa cosa o la capisci subito o non la accetterai mai“. “Internet non è come il telegrafo o il frigorifero, come dice chi non ha capito nulla. Internet è una cosa che non c’è mai stata prima. La prima arma di COSTRUZIONE di massa.

Internet è per definizione uno strumento democratico. Su Internet ognuno può parlare, condividere, partecipare, informarsi liberamente, comunicare con persone dall’altra parte del mondo in tempo reale.
Prima dell’arrivo di Internet sarebbe stato impossibile che si creassero comunità mondiali disposte a lavorare gratis, collaborando per creare qualcosa insieme (basta pensare a Wikipedia o Linux).

Internet è il mezzo dove ognuno di noi è contemporaneamente autore e fruitore.

Non è solo l’ennesimo mezzo di comunicazione unilaterale, dove gli utenti subiscono pubblicità e un punto di vista soltanto. Internet è il mezzo dove la gente vede una pubblicità, fa una ricerca ed è in grado di scoprire che quel prodotto è scadente, perchè tantissime persone l’hanno provato e hanno espresso il loro parere. Internet è meritocratica.

Per capire bisogna ricordarsi com’era il mondo prima, la nostra quotidianità.

Come si faceva quando non sapevamo una cosa?
Probabilmente dovevamo ricorrere all’enciclopedia, ma la poca voglia ci spingeva spesso a lasciar perdere. Ora basta fare una ricerca su Wikipedia, e se non ci convince riproviamo con Google.

Come si faceva quando ci serviva una ricetta?
Il più delle volte partiva una ricerca telefonica tra mamme, zie, nonne, parenti e amici. In alternativa dovevamo comprare un libro. Ora ci sono tantissimi siti dedicati alle ricette, basta una ricerca per avere tutti i consigli di tutte le mamme del mondo.

Come facevamo ad organizzare un viaggio?
Dovevamo andare in un’agenzia di viaggi e affidarci ad un pacchetto prestabilito, con poca libertà di scelta. Ora possiamo valutare i prezzi migliori per gli aerei, comprarli on-line, leggere i consigli delle persone che ci sono già state, scegliere l’albergo evitando quelli che su Expedia o Tripadvisor hanno troppi pareri negativi, guardare la mappa su GoogleMaps e studiarci un percorso da soli. Non dimentichiamoci poi la possibilità di consultare tutto questo direttamente sul luogo grazie alla connessione sul cellulare.

Come facevamo a trovare una via sconosciuta?
Dovevamo avere come minimo due copie del Tuttocittà, una in casa e una in macchina. Dopo di che partiva la ricerca in quell’elenco lunghissimo di vie, per altro diviso per comuni (divertente quando i comuni erano confinanti e non si sapeva in quale dei due cercare la via). Ora con Google Maps ci vogliono in media 10 secondi, e con altri siti come ViaMichelin possiamo farci indicare la strada migliore per andare da un punto ad un altro (in questo caso bisogna ammettere che anche il Tuttocittà si è evoluto).

Come facevamo ad informarci?
Le notizie provenivano esclusivamente da giornali (una volta al giorno) e TV. Ora possiamo avere notizie in tempo reale, continuamente, per tutto il giorno. Possiamo seguire determinati argomenti che ci interessano, approfondirli come vogliamo trascurando altri. Spesso sappiamo le cose prima di giornali e TV. Abbiamo modo di ascoltare molti punti di vista diversi, e di conseguenza farci un’opinione personale su basi molto più solide.

Come facevano i deboli a farsi ascoltare?
Semplice, non potevano. Non con una tale risonanza mondiale.
Prendiamo la situazione dell’Iran. I giovani iraniani hanno trovato in Internet un mezzo potente con cui denunciare e combattere il regime e le censure del loro governo, facendo arrivare all’estero un’immagine e una realtà del paese che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta a chi non la subisce personalmente.

Internet è uno strumento che è e deve rimanere libero.
La consapevolezza, la condivisione che Internet ci permette come mai è stato possibile prima d’ora, è un elemento prezioso che può aiutare ognuno di noi a capire che LA PACE NASCE DAL DIALOGO.

Altri articoli che potrebbero interessarti:

  1. Non usate Internet Explorer

2 Comments

  1. Bell’iniziativa!!da rete militare a rete di comunicazione globale utile per le varie iniziative legate alla pace! non male come curriculum :) certo che internet ne ha fatta di strada,eh?

  2. Ne ha fatta si, speriamo che continui a farne…

Leave a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>