Google+: descrizione ed opinioni
Google+ (o Google Plus) è il nuovo social network del gigante americano, ormai trasformato da motore di ricerca a potenza mondiale. In circa un mese ha già raggiunto i 20 milioni di utenti e superato il miliardo di post, nonostante sia, in teoria, ancora in beta, come sottolinea un grande avviso in rosso nelle impostazioni del profilo. La grande diffusione è dovuta in larga parte al fatto che moltissime persone in tutto il mondo stanno già utilizzando qualcuno dei servizi Google e quindi sono già in possesso di un account con cui potenzialmente accedere a questo nuovo social network. La tendenza della rete a provare tutto ciò che è nuovo ha portato tutti gli “early adopters”, cioè coloro che vogliono provare un nuovo prodotto direttamente all’uscita, a cercare un ingresso nel primo periodo di sperimentazione del sito.
Google+ non è facilissimo per chi prova per la prima volta siti di questo genere, ma con un po’ di pratica è possibile sfruttare tutti i punti di forza per costruire quello che al momento sembra la “rete sociale” virtuale più realistica tra quelle disponibili.
Google ha lanciato questo nuovo servizio il 28 giugno come un insieme di diversi prodotti: lo stream, che altro non è che la ormai classica modalità di visualizzazione aggiornamenti da parte degli “amici”; gli spunti, una sorta di sistema di raccomandazioni basate sugli interessi; videoritrovo, un servizio di videochat; cerchie, un nuovo modo di classificare gli amici; foto, la classica raccolta di immagini; huddle, una chat mobile, senza corrispettivo in italiano (per ora).
Google+ è stato costruito come un’estensione di tutto il mondo di servizi che Google mette a disposizione. Ne è la prova l’integrazione del profilo sociale nella barra di navigazione che potete trovare sui vari servizi, da Gmail a Reader. In ogni momento, utilizzando una applicazione web di Big G è possibile ricevere aggiornamenti dai propri contatti, senza cambiare scheda (o finestra, per chi le usa ancora). Questa integrazione si noterà sicuramente molto su Chrome OS, in cui tutte le applicazioni, dalla posta ai documenti, sono gestiti da strumenti Google, andando a formare un continuum, qualcosa che a volte ricorda un dock, o una barra delle applicazioni.
Dopo i fallimenti di Wave e Buzz, che peraltro a me piacciono e non capisco perché non abbiano avuto il successo che meritano, sembra che la leadership di Facebook possa essere seriamente messa in discussione.
Una volta entrati, vi verrà chiesto di costruire il vostro profilo Google. Una guida vi indicherà tutti i passi per completare il profilo, che contiene i classici campi relativi a istruzione, professione e così via. Questo nuovo profilo andrà a sovrapporsi a quello già esistente ed anzi tenderà a sostituire la maggior parte delle informazioni. Nel proprio profilo è possibile inserire collegamenti agli altri account come Twitter o Facebook, ma anche a qualunque altro sito desiderate. Io ad esempio ho inserito questo blog ed i miei account su Quora, Diaspora e così via.
Andiamo a guardare meglio le cerchie, la vera novità di questo nuovo social. Più che “aggiungere” gli amici o “seguirli”, Google+ permette di regolare a piacimento i vostri rapporti con le persone. Attraverso il pulsante cerchie è possibile trascinare i propri contatti (sono pronti da inserire tutti i contatti con cui avete avuto a che fare su Gmail, ma è possibile inserire i contatti a mano o importarli da Hotmail o Yahoo) in diversi gruppi, di cui è possibile personalizzare il nome. In questo modo vostro fratello finirà nella cerchia “parenti”, il vostro capo nella cerchia “lavoro”, un vostro collega simpatico sarà sia nella cerchia “lavoro” che in quella “amici”. Al momento è possibile inserire nelle proprie cerchie un massimo di 5000 persone e solo 1000 all’interno della stessa cerchia. D’altra parte, è possibile creare un infinito numero di cerchie, benché questo ne diminuisca l’utilità. E’ possibile visualizzare la cerchia, aggiungere o rimuovere qualcuno, visualizzare la stream della cerchia o cancellarla. Perché creare più cerchie? Per condividere cose diverse con persone diverse. Se un giorno vi capitasse di vedere un’immagine divertente, potreste condividerla con tutti. Ma se questa immagine è correlata da un commento relativo alle avventure con i vostri amici, forse è il caso di mostrarla soltanto alla cerchia “amici”. Gli auguri per i 25 anni di matrimonio dei vostri genitori potrebbero essere noiosi per gli amici, quindi conviene inviarli soltanto alla cerchia “parenti”. Un commento arrabbiato sul vostro capo forse NON dovrebbe essere letto dal capo stesso, quindi meglio escludere il gruppo “lavoro”. Le potenzialità sono moltissime, è addirittura possibile condividere un post solo con se stessi, con funzione di post-it.
Chi usa Facebook non avrà problemi ad usare lo/la stream. Si tratta di un luogo in cui visualizzare gli aggiornamenti, ordinati inizialmente in base all’ultimo commento inviato. Considerando l’esistenza di account molto attivi, il rischio sarebbe stato quello di vedere seppellita la maggior parte dei post interessanti per colpa di quella celebrità che seguiamo e che riceve 100 commenti all’ora. Al momento ciò che segna l’ordine cronologico sono i post e la lettura è molto agevole. In luogo del Like c’è il bottone +1, novità introdotta di recente da Google anche sul proprio motore di ricerca. Una caratteristica divertente è la possibilità di vietare la condivisione del proprio post, oltre alla possibilità di ottenere un link al post ed altre caratteristiche innovative e, a mio parere, molto utili. L’aggiornamento di stato, come si può intuire, è molto simile agli altri social network. La differenza fondamentale è che prima di condividere il proprio pensiero è possibile selezionare le cerchie a cui condividere il post. Questo passo può sembrare macchinoso o più lento, ma in realtà non è così. Google+ ricorda le vostre scelte di condivisione e permette di ritrovarsi le ultime impostazioni di condivisione già selezionate, per accelerare il processo e, potenzialmente, dimenticarsi dell’obbligo di selezione delle cerchie. Per i più pigri basterà inserire tutti nella stessa cerchia, per poi selezionarla una volta sola. I più esperti dovranno ogni tanto selezionare le cerchie, ma la scelta è resa facile dai suggerimenti di Google, che mostra le combinazioni più utilizzate per velocizzare la scelta. In questo modo, se la maggior parte dei post saranno diretti ai vostri amici, ad amici+famiglia e amici+lettori del blog, queste opzioni appariranno direttamente quando porterete il mouse nel punto in cui si selezionano le cerchie a cui inviare il messaggio. Sulla sinistra è presente il tasto Stream, con sotto ben ordinate tutte le vostre cerchie, delle quali è possibile vedere una stream “privata” (un po’ quello che accade coi nuovi gruppi di Facebook). Sotto le vostre cerchie è presnte la voce “in arrivo”, che racchiude tutti gli utenti che vi hanno aggiunto alle proprie cerchie ma che voi dovete ancora aggiungere.
Mi soffermo un secondo su questa caratteristica, a mio parere fondamentale. La gestione delle amicizie di Google+ è molto particolare e permette, per così dire, di dividere le amicizie dal lavoro o, se vogliamo, i conoscenti dagli sconosciuti. L’inserimento nelle cerchie è un processo soggettivo, assolutamente individuale. Nessun contatto saprà mai in che cerchia l’avete inserito e, spesso, non vi importerà. Su Facebook è necessario diventare amici di qualcuno per ricevere i suoi aggiornamenti, il che si scontra con la limitazione a 5000 amici. Per questo sono nate le pagine, che permettono di avere più contatti. Google+ scavalca questa divisione, integrando nello stesso posto tutti i propri contatti, ben divisi come piace a noi e tutti quelli che a noi non interessano, ma ai quali noi interessiamo. In questo modo riceveremo gli aggiornamenti del nostro attore preferito direttamente nella nostra stream, senza che lui ci abbia aggiunto alle sue cerchie (e vorrei vedere, perché dovrebbe farlo?).
Le foto sono impostate in un modo del tutto simile ai principali network, con un Picasa in più. Le opzioni a disposizione sono infatti molte ed organizzate comodamente. Si possono creare e modificare album, modificare foto, mentre alcuni album saranno generati automaticamente, come ad esempio “immagini dai post”, che comprende le foto che avete inserito a partire da altri post, tipicamente utilizzando le opzioni di condivisione di post altrui.
Una caratteristica particolare di G+ sono gli spunti, ovvero suggerimenti su varie tematiche che noi consideriamo interessanti. Una sorta di link sponsorizzati, che ci vengono mandati in modo simile all’abbonamento ai feed di qualche sito. Ad esempio scegliendo gli spunti su Android, riceveremo notizie sul mondo di questo sistema operativo mobile.
I videoritrovi sono a mio parere la novità minore, ma allo stesso tempo quella che ha segnato la prima discontinuità dal passato, tanto da spingere Facebook ad allearsi ancora più pesantemente con Microsoft introducendo la videochat in collaborazione con Skype. Non c’è molto da dire sui videoritrovi, se non che porta l’interazione ad una nuova dimensione. Una volta cliccato sull’apposito pulsante a destra, apparirà la classica schermata di preparazione, in cui tra le altre cose si può scegliere quali cerchie unire al videoritrovo. Questa cosa funziona in entrambe le direzioni, nel senso che lo specificare quali cerchie possono partecipare significa anche decidere alle cerchie di chi vogliamo prendere parte. Selezionando “pubblico” è possibile entrare in un videoritrovo di sconosciuti, mentre se vogliamo parlare direttamente con qualcuno possiamo restringere l’accesso al singolo nome.
Ultima questione fondamentale, la privacy. Nelle pagine di impostazioni è possibile impostare le opzioni di condivisione delle proprie cose in modo scalare, utilizzando le cerchie. Sarà quindi possibile rendere visibile a tutti la propria professione, mentre la propria foto sarà visibile solo alle proprie cerchie mentre mostreremo la città di residenza soltanto agli amici. Scelte di questo tipo sono possibili ed auspicabili, vista la mole di informazioni che possiamo mettere a disposizione. A proposito di dati, da segnalare la possibilità di esportare tutti i dati del proprio profilo oltre, naturalmente, la possibilità di cancellare tutto.
Veniamo ora alla dimensione mobile. Molto del traffico sui social network proviene dai cellulari, Google lo sa ed ha subito messo a disposizione l’applicazione Android di Google+, seguita a breve da quella per iOS. Per la verità, oltre a poter visualizzare la stream (arricchita dalla funzionalità di ricerca di post di persone vicine basata sulla posizione geografica), il profilo, le cerchie e le foto, sono presenti due funzionalità aggiuntive: la prima è l’istant upload, che permette di aggiungere alle proprie foto su Google+qualunque fotografia scattiamo col cellulare; la seconda è Huddle, ancora non tradotto a causa del fatto che l’applicazione è sperimentale e solo in inglese, che non è altro che una chat di gruppo, un modo per mandare messaggi a più persone contemporaneamente. Particolarmente utile per programmare le uscite con gli amici, credo.
In conclusione, Google+ ha tutte le carte in regola per scalzare tutti gli altri, sia in termini di comodità che di completezza. L’integrazione con tutti gli altri servizi e quindi la sua maggiore penetrazione potenziale lo può rendere non soltanto un concorrente molto pericoloso per Facebook, ma anche un soggetto nuovo nel panorama di internet. Oggi è infatti normale utilizzare i social network, Google vuole rendere normale l’utilizzo del proprio network come propria identità virtuale a tutto tondo.
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