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	<title>Web Nuts</title>
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		<title>Little monsters, il social network di Lady Gaga</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 07:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella prima parte di quest&#8217;anno ci sono state molte novità nel mondo di internet. La più interessante è senza dubbio Little Monsters, alla cui costruzione ha partecipato anche l&#8217;arcinota cantante Lady Gaga. Il sito è ancora in beta (che terminerà a breve) ma sembra avere tutte le premesse per diventare l&#8217;ennesimo flop. L&#8217;idea rivoluzionaria di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Nella prima parte di quest&#8217;anno ci sono state molte novità nel mondo di internet. La più interessante è senza dubbio <a href="http://littlemonsters.com/" target="_blank">Little Monsters</a>, alla cui costruzione ha partecipato anche l&#8217;arcinota cantante Lady Gaga. Il sito è ancora in beta (che terminerà a breve) ma sembra avere tutte le premesse per diventare l&#8217;ennesimo flop. L&#8217;idea rivoluzionaria di questo sito è la possibilità di entrare in contatto con le persone famose. I fans sarebbero così liberi di condividere materiali con i loro artisti preferiti.</p>
<p>L&#8217;dea di costruire una community dedicata non è completamente sbagliata, ma ogni giorno nascono siti di questo tipo. L&#8217;interfaccia iniziale ricorda Pinterest, il sistema di condivisione sembra quello di Facebook. Insomma poche novità. Gli ultimi che hanno provato a fare una cosa settoriale scambiandola per generalista sono stati quelli di Google, che hanno proposto Wave. Sappiamo tutti che fine ha fatto quel social network.</p>
<p>Gli autori ci credono molto. Hanno addirittura realizzato una base operativa comprensiva di alloggi per i dipendenti, che potranno così dormire in loco. Per fronteggiare la massa di utenti attivi che si pensa possa fluire sui server.</p>
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		<title>Il glossario definitivo: N-Z</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 06:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la seconda parte della guida definitiva ai servizi di interesse social. Chissà perché tutti i nomi più famosi ed interessanti si trovano nella prima parte. Forse con quelle lettere è possibile creare nomi migliori, dopotutto una F è meglio di una X. Continuamo con la parte finale del glossario, utile a tutti coloro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ecco la seconda parte della guida definitiva ai servizi di interesse social. Chissà perché tutti i nomi più famosi ed interessanti si trovano nella prima parte. Forse con quelle lettere è possibile creare nomi migliori, dopotutto una F è meglio di una X. Continuamo con la parte finale del glossario, utile a tutti coloro che si affacciano a questo mondo.</p>
<h2>N</h2>
<p>News Feed &#8211; termine inglese per indicare genericamente un flusso di notizie. Ad esempio la schermata principale di Twitter o Facebook.</p>
<h2>O</h2>
<p>Opera &#8211; terzo browser open source, sempre un po&#8217; defilato rispetto a Forefox e Chrome.</p>
<p>Orkut &#8211; un social network di Google, stranamente usato soprattutto in Brasile e India.</p>
<h2>P</h2>
<p>Permalink &#8211; un permalink un indirizzo identificativo del posto di un blog o di un sito.</p>
<p>Podcast &#8211; trasmissioni audio registrate e poi messe in rete per essere scaricate.</p>
<h2>Q</h2>
<p>-</p>
<h2>R</h2>
<p>Retweet &#8211; un retweet equivale ad una condivisione di Facebook. Gli utenti di Twitter possono retwittare un messaggio inviato da altri, per aumentare la sua visibilità.</p>
<p>Ricerca in tempo reale &#8211; alcuni motori di ricerca permettono di visualizzare i risultati nel momento stesso in cui i contenuti sono prodotti.</p>
<p>RSS Feed &#8211; l&#8217;RSS (Really Simple Syndication) è uno standard attraverso il quale veicolare aggiornamenti di un sito web. Necessita di un lettore che aggreghi tutti i feed dei vari siti, come ad esempio Google Reader.</p>
<h2>S</h2>
<p>Scribd &#8211; piattaforma che trasforma pdf e altri documenti in pagine web, consultabili dalla rete.</p>
<p>Search Engine Optimization &#8211; l&#8217;ottimizzazione del sito per i motori di ricerca (SEO) permette una migliore lettura del sito da parte di motori come Google. In questo modo sarà più facile essere reperibili in rete.</p>
<p>Second Life &#8211; social network arcaico, risalente al lontano 2003. Un videogioco sociale in cui è possibile sostanzialmente far vivere una vita parallela al proprio personaggio.</p>
<p>Seesmic &#8211; software dedicato ai social network. Attraverso le API di seesmic è possibile interfacciarsi con twitter.</p>
<p>Skype &#8211; rivoluzionario programma di messaggistica istantanea, che permette anche di videochiamare o telefonare ai numeri di rete fissa o cellulare.</p>
<h2>T</h2>
<p>Tag Cloud &#8211; visualizzazione grafica dei tag più utilizzati su un blog.</p>
<p>Technorati &#8211; popolare aggregatore di blog, principalmente indirizzato al campo della tecnologia.</p>
<p>Timeline &#8211; il nuovo formato del profilo personale di Facebook, attraverso il quale è possibile ripercorrere tutta la storia degli utenti in modo continuo.</p>
<p>Tumblr &#8211; piattaforma di microblogging, senza commenti ed altri accessori tipici del blog.</p>
<p>Twitter &#8211; piattaforma sociale dedicata a chi riesce ad avviare una conversazione in 140 caratteri. La particolarità di Twitter è l&#8217;assenza di dati personali e di vere e proprie conversazioni, nello stile degli altri network.</p>
<h2>U</h2>
<p>USTREAM &#8211; piattaforma che permette di trasmettere in diretta anche attraverso la propria webcam.</p>
<h2>V</h2>
<p>Video Blog &#8211; un video blog non è altro che un blog contenente discussioni in forma di video. Rimane il concetto di diario, ma viene sviluppato attraverso immagini al posto che con del testo.</p>
<p>Vimeo &#8211; piattaforma di condivisione video, utilizzata molto dai creativi, anche per distinguersi dalla massa che utilizza Youtube.</p>
<p>Viral Marketing &#8211; tecniche utilizzate per diffondere un prodotto o un evento in rete.</p>
<h2>W</h2>
<p>Webinar &#8211; un webinar è un seminario somministrato direttamente online, in videoconferenza.</p>
<p>Widget &#8211; un elemento grafico di decorazione. Può essere un testo, un&#8217;immagine o può avere qualche funzione specifica.</p>
<p>Wiki &#8211; sito strutturato in forma di guida, che espone in modo chiaro gli argomenti trattati.</p>
<p>Wikipedia &#8211; enciclopedia libera e costruita dagli utenti.</p>
<p>WordPress &#8211; un content management system che permette di creare blog altamente personalizzabili.</p>
<h2>Y</h2>
<p>YouTube &#8211; la piattaforma di condivisione video più diffusa nel mondo. Diventato quasi un social network, dal momento che è possibile commentare e votare i video.</p>
<h2>Z</h2>
<p>-</p>
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		<title>Il glossario definitivo: A-M</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 06:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima parte del &#8220;glossario definitivo&#8221;. L&#8217;intento è quello di fornire una definizione per tutti quei termini che  al giorno d&#8217;oggi si trovano nelle conversazioni su internet e i social network. Alcuni questi nomi sono usati quotidianamente, altri possono suonare un po&#8217; oscuri. Tutti sono importanti per la gestione dei propri media sociali. Ovviamente molte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Prima parte del &#8220;glossario definitivo&#8221;. L&#8217;intento è quello di fornire una definizione per tutti quei termini che  al giorno d&#8217;oggi si trovano nelle conversazioni su internet e i social network. Alcuni questi nomi sono usati quotidianamente, altri possono suonare un po&#8217; oscuri. Tutti sono importanti per la gestione dei propri media sociali. Ovviamente molte di queste parole sono in inglese o hanno derivazione inglese. Ma se i dizionari di oggi hanno iniziato ad inserire alcuni di questi termini, come potevamo esimerci noi dal presentarveli?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>A</h2>
<p>AddThis &#8211; è uno dei tanti servizi di social bookmarking, che una volta applicato sul proprio sito consente ai visitatori di condividere i contenuti su vari social network. Fornisce anche alcune utili statistiche.</p>
<p>Algoritmo &#8211; una serie di formule che compiono particolari funzioni. Al di là della definizione matematica, quelli che ci interessano sono gli algoritmi che usano i motori di ricerca per indicizzare il nostro sito.</p>
<p>Application Programming Interface (API) &#8211; elementi che permettono il collegamento tra più software.</p>
<p>Avatar &#8211; la nostra faccia, il modo in cui noi rappresentiamo noi stessi in rete.</p>
<h2>B</h2>
<p>BackType &#8211; BackType era un&#8217;azienda specializzata nell&#8217;analisi dei profili sociali. Ora è si proprietà di Twitter, che la utilizzerà per migliorare i propri servizi</p>
<p>Bitly &#8211; Bitly  è uno dei tanti &#8220;accorciatori&#8221; di indirizzi. Utile soprattutto su Twitter, fa risparmiare oltre la metà nella lunghezza delle url.</p>
<p>Blog &#8211; un blog, o web log, è un sito generalmente curato da una o più persone in cui si inseriscono commenti, testimonianze, segnalazioni. La struttura lo rende simile ad un diario, ma tutto dipende da come viene utilizzato.</p>
<p>Blogger &#8211; Blogger è la piattaforma di Google dedicata ai Blog. Attraverso Blogger si possono creare blog gratuitamente, con un certo grado di personalizzazione.</p>
<p>Boxee &#8211; applicazione video, che permette di guardare filmati direttamente sulla televisione di casa o sul computer. La vocazione sociale del servizio permette di condividere e votare i video migliori.</p>
<p>Bookmarking &#8211; bookmark significa &#8220;segnalibro&#8221; o &#8220;preferito&#8221; in inglese. Diversi servizi permettono di archiviare una lista di segnalibri sul loro sito, per essere sempre disponibili e non vincolati al computer sul quale ci si trova.</p>
<h2>C</h2>
<p>Chat &#8211; un tipo di comunicazione testuale, che combina la velocità dei messaggi brevi con l&#8217;aggiornamento in tempo reale. Attraverso programmi specifici è possibile intavolare una conversazione fluida.</p>
<p>Circles &#8211; in italiano Cerchie. Sono i gruppi di utenti in Google+, il social network di Google. Il servizio offre diverse possibilità a chi vuole comunicare con solo una parte dei propri contatti.</p>
<p>Collecta &#8211; motore di ricerca dedicato all&#8217;ambiente sociale. Permette di ricercare all&#8217;interno di blog, servizi di condivisione foto e vari siti di notizie.</p>
<p>Commento &#8211; una risposta a qualcosa che l&#8217;autore del blog o il proprietario del sito ha scritto.</p>
<p>Connessioni &#8211; Gli &#8220;amici&#8221; di LinkedIn. Contrariamente agli altri social network, su LinkedIn si cercano più che altro colleghi di lavoro attuali o potenziali.</p>
<p>Craigslist &#8211; famossissimo sito di scambi online. In Europa è molto più usato eBay, mentre negli Stati Uniti questo servizio è molto usato.</p>
<p>Creative Commons &#8211; Creative Commons è un&#8217;organizzazione che si dedica a seguire nuove forme di protezione per gli autori di contenuti. Il tentativo è costruire una piattaforma alternativa al copyright.</p>
<h2>D</h2>
<p>Delicious &#8211; uno dei siti di social bookmarking. Attraverso Delicious è possibile archiviare i propri preferiti online per un futuro utilizzo.</p>
<h2>E</h2>
<p>Ebook &#8211; versione cibernetica dei libri. Esiste sotto forma di file, generalmente in pdf o altri formati.</p>
<h2>F</h2>
<p>Facebook &#8211; Il principale social network, che conta ormai cinquecento milioni di utenti nel mondo. Divenuto ormai un verbo ed un film, è sempre più lanciato alla conquista del mondo.</p>
<p>Firefox &#8211; browser open source, che ha dato via alla caduta di Internet Explorer ed alla proliferazione di una serie di nuovi browser più veloci e sicuri.</p>
<p>Flash Mob &#8211; Gruppo di persone che si raduna segretamente per poi mettere in scena uno spettacolo di vario tipo. Viene usato spesso per campagne virali o pubblicità di vario tipo.</p>
<p>Flickr &#8211; Flickr è un social network basato sulla condivisione di immagini.</p>
<p>Forums &#8211; un sito in cui inserire le proprie opinioni e commentare le proposte altrui. antenato del social network, punta molto sull&#8217;organizzazione dei contenuti.</p>
<p>Follow Friday (#ff) &#8211; il follow friday è una moda recente. Ogni venerdì un utente è invitato a consigliare altri utenti. La segnalazione avviene grazie all&#8217;ashtag #ff.</p>
<p>Foursquare &#8211; un social network basato sulla collocazione geografica. Attraverso Fousquare è possibile interagire con gli utenti nelle vicinanze.</p>
<h2>G</h2>
<p>Google Chrome &#8211; browser opensource, nato pochi anni fa ma cresciuto ormai più di Firefox. Il punto di forza è la sua velocità.</p>
<p>Google Documents &#8211; piattaforma di gestione di documenti online, attraverso la quale modificare e condividere documenti.</p>
<p>Google+ &#8211; il social network di Google. Molto controverso, offre molte possibilità di gestione dei contatti.</p>
<p>Google Reader &#8211; Google Reader è uno dei tanti servizi Google. Permette di radunare i feed RSS.</p>
<h2>H</h2>
<p>Hangout &#8211; videoconferenza su Google+</p>
<p>Hashtag - il metodo di indicizzazione di Twitter. attraverso gli ashtag è possibile dare un tema ai propri messaggi, in modo che chiunque cerchi quel tag trovi il proprio contributo.</p>
<p>HTML &#8211; HyperText Markup Languaguage. Un linguaggio di gestione delle pagine web. Aiuta a costruire le pagine, richiamando gli elementi necessari.</p>
<h2>I</h2>
<p>Instant Messaging &#8211; equivalente di &#8220;chat&#8221;.</p>
<h2>J</h2>
<p>Joomla &#8211; un content management system (CMS), un sistema di controllo di un sito, attraverso il quale definirne la struttura.</p>
<h2>K</h2>
<p>-</p>
<h2>L</h2>
<p>Like &#8211; un like o un &#8220;mi piace&#8221; su Facebook. Esprime una preferenza.</p>
<p>LinkedIn &#8211; social network finalizzato ad instaurare relazioni di lavoro, usato da circa 70 milioni di utenti.</p>
<h2>M</h2>
<p>Meme &#8211; un&#8217;idea, uno scherzo, che si ritrova per tutta la rete. Esempi di meme sono i gattini, che hanno invaso internet nelle più svariate forme</p>
<p>MySpace &#8211; Uno dei primi social network, ha vissuto il suo momento di gloria a metà degli anni 2000, ora si trova sopraffatto da concorrenti molto più potenti ed innovativi.</p>
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		<title>Come si scelgono gli amici (e i nemici) su Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nielsen ha recentemente pubblicato una ricerca sulle abitudini degli utenti di Facebook. In particolare sulle tendenze attraverso le quali si aggiunge o si rimuove un contatto. Motivi normalissimi, ma anche qualche stranezza nel vasto mondo delle reti sociali digitali. Ci sono differenze anche tra i comportamenti maschili e femminili. Gli uomini pensano più alla carriera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://nielsen.com/" target="_blank">Nielsen</a> ha recentemente pubblicato una ricerca sulle abitudini degli utenti di Facebook. In particolare sulle tendenze attraverso le quali si aggiunge o si rimuove un contatto. Motivi normalissimi, ma anche qualche stranezza nel vasto mondo delle reti sociali digitali. Ci sono differenze anche tra i comportamenti maschili e femminili. Gli uomini pensano più alla carriera, le donne utilizzano spesso Facebook come base per le proprie attività creative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Perche&#8217; si aggiunge</h2>
<p>L&#8217;82% delle persone aggiunge un nuovo contatto perché lo conosce direttamente.</p>
<p>Il 60% dei casi crea un collegamento tra persone con amici in comune.</p>
<p>L&#8217;11% inserisce tra i propri contatti anche qualche collega di lavoro.</p>
<p>L&#8217;8% (soltanto?) aggiunge contatti in base all&#8217;aspetto fisico.</p>
<p>Il 7% aggiunge un po&#8217; tutti, per aumentare il numero di amici o anche soltanto perché ha visto delle belle immagini in copertina.</p>
<p>Addirittura qualcuno (4%) si basa sul numero di amici per effettuare questa scelta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Perche&#8217; si rimuove</h2>
<p>il 55% delle persone rimuove un contatto per un litigio o semplicemente per un commento offensivo</p>
<p>il 41% (!!) non sa spiegare perché rimuove un contatto, a volte. Sbalzi d&#8217;umore?</p>
<p>Curiosa la percentuale di chi scarica qualcuno perché inattivo, rispetto a chi si stanca degli spammer. Il 20% elimina un contatto per inattviità, mentre soltanto il 6% si stanca degli aggiornamenti troppo frequenti.</p>
<p>Non mancano i litigi di carattere politico (14%).</p>
<p>Inevitabile la cancellazione in caso di divorzio. Addirittura l&#8217;11%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Tre quarti delle foto degli inglesi su Facebook mostrano persone ubriache</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 08:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio condotto da MyMemory, in media ogni utente inglese di Facebook apparirebbe ubriaco nel 76% delle sue foto. Non c&#8217;è da stupirsi, considerando in primo luogo la natura goliardica dei social network, attraverso i quali diffondere soprattutto episodi divertenti. E poi c&#8217;è il fattore alcol. Lo stereotipo dell&#8217;inglese al pub con una pinta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Secondo uno studio condotto da <a href="http://www.mymemory.com/" target="_blank">MyMemory</a>, in media ogni utente inglese di Facebook apparirebbe ubriaco nel 76% delle sue foto. Non c&#8217;è da stupirsi, considerando in primo luogo la natura goliardica dei social network, attraverso i quali diffondere soprattutto episodi divertenti. E poi c&#8217;è il fattore alcol. Lo stereotipo dell&#8217;inglese al pub con una pinta di birra non è molto lontano dalla realtà, è quindi naturale che ci siano molte foto in cui qualcuno ha in mano una bottiglia o un bicchiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un po&#8217; di numeri. Il 56% spiega di avere fotografie che assolutamente non possono essere viste da colleghi e datori di lavoro. Solo l&#8217;8% però parla di fotografie che potrebbero metterli nei guai. Quasi tutti hanno ammesso di aver taggato intenzionalmente un amico per metterlo in imbarazzo ed infatti il 93% degli iscritti elimina i tag per evitare il pubblico ludibrio. Per quanto riguarda la privacy, il 26% evidentemente non sa a cosa va incontro lasciando il proprio profilo aperto a tutti. Oltre il 50% limita la visione ai suoi amici. Il 12%è talmente imbarazzato da non permettere la visione di queste foto neanche agli amici. Il che è molto strano, considerando che si tratta di un social network. Ma dopo aver messo decine di foto di se stessi ubriachi, la scelta di non farle vedere a nessuno è abbastanza sensata.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La diffusione delle informazioni su Facebook</title>
		<link>http://www.weblifeitalia.it/BLOG/2012/03/14/la-diffusione-delle-informazioni-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 07:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
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		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook si sta consolidando come una grande cassa di risonanza per qualunque cosa, dalle grandi notizie ai piccoli litigi tra amici. In particolare, data la tendenza della rete di creare piccoli gruppi chiusi di condivisione, potrebbe sembrare che il social network non sia altro che un luogo in cui consolidare i propri legami forti, dimenticandosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Facebook si sta consolidando come una grande cassa di risonanza per qualunque cosa, dalle grandi notizie ai piccoli litigi tra amici. In particolare, data la tendenza della rete di creare piccoli gruppi chiusi di condivisione, potrebbe sembrare che il social network non sia altro che un luogo in cui consolidare i propri legami forti, dimenticandosi di tutto il resto.</p>
<p>Una ricerca commissionata dalla stessa azienda offre risultati sorprendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La condivisione</h2>
<p>Su Facebook c&#8217;è la tendenza a condividere notizie provenienti dai contatti più vicini a noi. Questo per il semplice fatto che i gusti personali dovrebbero essere simili e quindi si tenderà ad occuparsi degli stessi argomenti. Seguirà una grande attività di commenti e di interazioni, prevalentemente all&#8217;interno dello stesso specifico gruppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le fonti</h2>
<p>Il dato sorprendente riguarda però le fonti dei contenuti, ovvero da dove nasce la condivisione selvaggia che fa cominciare tutte le discussioni. Si tratta di notizie provenienti dai legami deboli, ovvero tutti quei contatti con i quali non si hanno rapporti continuativi. Alla stregua di un sito web, leggiamo gli aggiornamenti di queste persone per scoprire qualcosa di nuovo. Questo tipo di contatti avrà probabilmente gusti diversi e quindi sarò più probabile trovare tra i loro aggiornamenti qualcosa di nuovo. Una volta effettuata la prima condivisione, quell&#8217;informazione avrà un&#8217;altissima probabilità di essere ricondivisa all&#8217;interno della piccola cerchia di amici. Ma le fonti più ricercate rimangono i contatti più lontani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo tipo di meccanismi rende Facebook più che una semplice cassa di risonanza per piccoli gruppi di persone. O meglio, attenua gli effetti del possibile isolamento derivante dalla costruzione del proprio palinsesto informativo, largamente facilitato dal controllo che ognuno esercita sui propri contatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le pagine Twitter dedicate alle aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 08:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa Twitter ha dato la possibilità alle aziende di creare dei profili dedicati. Molte le opzioni personalizzabili, in particolare riguardo alla gestione della pubblicità. Il sistema è al momento testato da alcune aziende di prova e sarà presto disponibile a tutti. Twitter sta lavorando sulla gestione della pubblicità da molto tempo. Il sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Qualche tempo fa Twitter ha dato la possibilità alle aziende di creare dei profili <a href="http://fly.twitter.com/ads/" target="_blank">dedicati</a>. Molte le opzioni personalizzabili, in particolare riguardo alla gestione della pubblicità. Il sistema è al momento testato da alcune aziende di prova e sarà presto disponibile a tutti.</p>
<p>Twitter sta lavorando sulla gestione della pubblicità da molto tempo. Il sito e le applicazioni ad esse collegate hanno raggiunto ormai i cento milioni di utenti. Dopo un periodo buio, in cui il sistema era sempre pieno di problemi e gli iscritti erano in calo, ormai tutti hanno imparato a conoscere il sistema dei cinguettii.</p>
<p>In particolare le applicazioni mobili si prestano al mercato pubblicitario. Tutti ormai sono disposti a sorbirsi un bannerino per poter utilizzare la versione gratuita del programma. Certo, gli utenti non saranno particolarmente contenti della novità, ma come al solito continueranno ad usare il servizio, per abitudine ed in alcuni casi per necessità.</p>
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		<title>Google+ ha &#8220;rotto internet?&#8221;</title>
		<link>http://www.weblifeitalia.it/BLOG/2012/03/07/google-ha-rotto-internet/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 08:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio dell&#8217;anno ed in generale dopo il lancio di nuove caratteristiche, fioccano articoli che criticano l&#8217;operato di Google con il suo nuovo social network. Dalla forma ai contenuti, viene criticato quasi tutto, senza entrare troppo nei particolari. Certo, nessun sito è perfetto e qualcuno rimane sempre scontento di qualche caratteristica, ma a volte si esagera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>All&#8217;inizio dell&#8217;anno ed in generale dopo il lancio di nuove caratteristiche, fioccano <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/google_is_going_to_mess_up_the_internet.php" target="_blank">articoli</a> che criticano l&#8217;operato di Google con il suo nuovo social network. Dalla forma ai contenuti, viene criticato quasi tutto, senza entrare troppo nei particolari. Certo, nessun sito è perfetto e qualcuno rimane sempre scontento di qualche caratteristica, ma a volte si esagera nelle critiche. Vediamo le principali obiezioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;interfaccia e&#8217; brutta</h2>
<p>Si tratta di gusto estetico, abitudini ed usabilità delle caratteristiche. Siti come Twitter o LinkedIn non sono propriamente belli da vedere, ma raggiungono i loro obiettivi con la giusta grafica. Secondo me Google ha fatto centro quando ha voluto creare il nuovo tema, ancora più essenziale ed utile, per certi versi. Vedere ogni cosa al suo posto è il sogno di tutti gli internauti. Google+ ha ordinato tutto su tre colonne, ha utilizzato un buon metodo per dividere i post, ha perfino previsto le scorciatoie da tastiera per passare da un aggiornamento e l&#8217;altro. Senza contare la gestione delle cerchie, che a me è servita moltissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Google impone troppe regole</h2>
<p>Il sito, come tutti i prodotti Google, è sempre in costruzione. Soltanto di recente sono stati ammessi i nickname su Google+, sono certo che in futuro ci saranno altre piccole novità che aumenteranno la libertà degli utenti. In ogni caso non è detto che se qualcuno si fossa con una certa caratteristica che ritiene fondamentale, questa sia coerente con il sistema adottato. Ad esempio, se qualcuno ritiene che l&#8217;unico metodo corretto sia usare al massimo 140 caratteri, al posto che imporre questa regola a tutti potrebbe utilizzare solo twitter.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Troppa autoreferenzialita&#8217;</h2>
<p>Google ha cercato di migliorare la ricerca in chiave sociale, inserendo tra i primi posti anche interventi operati su Google+. Tutti hanno gridato allo scandalo, ma sono anni che i primi risultati delle ricerche riguardano, nell&#8217;ordine, Facebook, Wikipedia, Twitter e LinkedIn. Il fatto che su Google+ si è portati a scrivere interventi più ampi significa che ci saranno più probabilità di essere &#8220;presi&#8221; con una ricerca, ma non cambia il fatto che ci sia un trattamento simile per tutti. E poi in ogni caso mi sembra abbastanza normale inserire i propri risultati per primi, Google è un&#8217;azienda, non un servizio pubblico. Mi sembra l&#8217;equivalente di chi protestava quando girava la notizia di un probabile Facebook a pagamento. Anche Facebook è un&#8217;azienda, se vuole far pagare l&#8217;ingresso è libera di farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, non vedo grosse differenze con gli altri grandi del settore. Ognuno cerca di attrarre utenti e consensi, scontentando necessariamente qualcuno. La stessa Facebook sta cercando di diventare il prossimo Google, contendendosi il secondo posto con Apple. Speriamo solo che questa battaglia porti benefici agli utenti e non solo alle tre superpotenze.</p>
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		<title>Come proteggere il proprio account Facebook dopo l&#8217;aggiornamento alla Timeline</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 08:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita spesso di vedere messaggi che si diffondono a macchia d&#8217;olio, vere e proprie catene di Sant&#8217;Antonio che girano su Facebook molto più velocemente di quanto non lo facessero via email. Tutti avvisano tutti di particolari rischi nell&#8217;uso di Facebook, tutti propongono soluzioni quasi sempre inutili, raramente utilizzabili per risolvere, però, altri problemi. Con l&#8217;avvento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Capita spesso di vedere messaggi che si diffondono a macchia d&#8217;olio, vere e proprie catene di Sant&#8217;Antonio che girano su Facebook molto più velocemente di quanto non lo facessero via email. Tutti avvisano tutti di particolari rischi nell&#8217;uso di Facebook, tutti propongono soluzioni quasi sempre inutili, raramente utilizzabili per risolvere, però, altri problemi. Con l&#8217;avvento della Timeline le cose si sono fatte ancora più complesse. Si è parlato di una campagna di resistenza contro la ricezione dei più diversi tipi di aggiornamento da parte dei contatti, ci sono state proteste contro la nuova barra laterale e così via.</p>
<p>In realtà, i metodi per non rischiare nulla con il proprio account sono i seguenti.</p>
<h2>Usare la navigazione protetta</h2>
<p>Si abilita andando sulla linguetta di fianco ad Home, impostazioni account, sicurezza, navigazione protetta. In questo modo si stabilirà una connessione criptata che, per quanto non impedisca ai super hacker di spiarvi (ma quelli arrivano dovunque quando vogliono), almeno impedirà che un ragazzino qualunque in un bar con connessione wi-fi vi rubi la password.</p>
<h2>Abilitare le notifiche di accesso</h2>
<p>Nella stessa pagina si trova anche la voce &#8220;notifiche di accesso&#8221;, che vi segnala quando viene effettuato l&#8217;accesso da una qualunque sede diversa da quelle abituali. Magari siete voi, ma almeno potete scoprire se qualcosa non quadra.</p>
<h2>Approvazione degli accessi</h2>
<p>Se siete paranoici, potete anche abilitare l&#8217;approvazione degli accessi. Questo sistema fa in modo che per poter utilizzare Facebook da un nuovo dispositivo sia necessario inserire un codice. Il codice vi viene inviato via sms al numero che dovrete dare a Facebook. Il che, personalmente, sconsiglio, ma sono gusti.</p>
<h2>Cambiare la password</h2>
<p>Un bel cambio di password non fa mai male. Nonostante abbiate preparato una password di 30 caratteri introvabile, non si può mai sapere se qualcuno sia riuscito a trovare la combinazione giusta. Cambiare la password è la soluzione definitiva per estromettere chiunque. A meno che non si usi una password troppo facile, ovviamente.</p>
<h2>Attenzione alle truffe</h2>
<p>Qualche mese fa è stato il turno dei falsi video hard, prima c&#8217;erano i falsi video che una volta selezionati aggiungevano automaticamente un &#8220;mi piace&#8221; ad una pagina. Adesso c&#8217;è addirittura un fantomatico link che rimuove la Timeline appena proposta. In caso di dubbi, Google è vostro amico, vi saprà dire se si tratta di una bugia oppure no.</p>
<h2>Usare il buon senso</h2>
<p>Navigare in internet è sempre rischioso in termini di sicurezza. Un buon firewall ed un antivirus (sì, anche chi ha un Mac) possono evitare spiacevoli sorprese senza che non ve ne accorgiate neanche.</p>
<div class="shr-publisher-3415"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>VIDEOGAMES: Heavy Rain, lezioni di capolavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 12:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[heavy rain]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[videogame]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo. Finalmente, dopo aver esordito con recensioni riguardo prodotti mediocri, le mie mani possono apprestarsi a scrivere in merito ad un vero capolavoro. Se avete letto i miei precedenti articoli oramai lo avrete capito. Sono uno di quegli psicotici invasati da internare che insistono, in merito ad i videogiochi, riguardo un fattore ben preciso:  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ci siamo.</p>
<p>Finalmente, dopo aver esordito con recensioni riguardo prodotti mediocri, le mie mani possono apprestarsi a scrivere in merito ad un vero capolavoro.<br />
Se avete letto i miei precedenti articoli oramai lo avrete capito. Sono uno di quegli psicotici invasati da internare che insistono, in merito ad i videogiochi, riguardo un fattore ben preciso:  possono essere opere d’arte. Questo non significa che, a mio parere, i giochi che si limitano a fare da passatempo debbano sparire. Ma esigo, da buon scassa balle, che i prodotti che invece valicano quel confine, vengano premiati quantomeno col giusto elogio. Proprio perché rispetto ad altri titoli, magari di maggior successo, posseggono quella scintilla in più e non in meno, come qualcun altro sosterrebbe.</p>
<p>Heavy Rain è questo: <strong>un capolavoro dell’industria video ludica</strong> ed al contempo un’<strong>opera d’arte</strong>.</p>
<p>Senza voler perdere altro tempo in questa breve introduzione, cominciamo ad analizzare di paragrafo in paragrafo quali sono i fattori che gli consentono di meritare una tale quantità di lodi.</p>
<h2 style="text-align: left;" align="center"></h2>
<h2 style="text-align: left;" align="center">“Una parola: coinvolgimento”</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/eyes-wallpaper-madison-paige-heavy-rain.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-3493" title="eyes-wallpaper-madison-paige-heavy-rain" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/eyes-wallpaper-madison-paige-heavy-rain-1024x591.jpg" alt="madison-page-heavy-rain" width="550" /></a></p>
<p>Ribadendo immediatamente quel che il titolo del paragrafo intende, Heavy Rain, potrebbe già meritarsi la nomea di capolavoro riassumendo i suoi pregi con una sola parola: coinvolgimento.</p>
<p>E con questo concludiamo la recensione, al mese prossimo!</p>
<p>Deliri a parte, con il termine coinvolgimento, mi riferisco ad una mescolanza di elementi che, non possono essere focalizzati, limitandosi a riferirsi ad uno qualsiasi dei pilastri di un videogame (trama, grafica, giocabilità etc. etc.) si tratta infatti del risultato in merito a ciò che l’opera trasmette nel suo insieme,  con la collaborazione marginale o determinante di tutti i pilastri. Traduco: Heavy Rain non risulta coinvolgente solo per la <strong>trama</strong>, ma anche grazie al <strong>sistema di gioco</strong>, la maestria <strong>grafica</strong> e l’emozionante <strong>reparto sonoro</strong>. Dunque ritenete tranquillamente morta la prima critica che potrebbe essere mossa nei confronti di un prodotto del genere, ovvero, quella di rivelarsi un mero film lievemente interattivo, dove il ruolo del giocatore risulti in realtà estremamente limitato  (l’aspetto divertente di questo genere di critica, è che solitamente viene strepitata da chi si esalta con giochi movimentati dove i virili protagonisti, alla sola pressione di un pulsante, eseguono autonomamente spettacolari combo trancia carne delle quali, il merito del giocatore, è veramente effimero).</p>
<p>Il primo elemento di gioco che già esce dai consueti canoni, è il fatto di aver non uno, bensì, <strong>quattro protagonisti</strong>.  Che si alterneranno nelle scene della trama in base al suo crescendo o secondo le scelte da voi prese lungo il percorso. Il legante fra i vostri personaggi, che pur intrecciandosi all’interno della stessa storia tenderanno ad agire per conto proprio, è l’argomento che sta alla base della trama del gioco: il terrore che un serial killer conosciuto come “<em>l’assassino dell’origami</em>”  sta diffondendo all’interno di un’intera città. L’omicida, che sta facendo da tempo brancolare nel buio la polizia, agisce nei confronti d’innocenti bambini previamente rapiti, che ogni volta vengono ritrovati morti con un origami stretto in mano ed un’orchidea sul petto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-3506" title="heavy-rain-personaggi" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-cast-oxcgn-e1330603793630.jpg" alt="heavy-rain-personaggi" width="550" /></p>
<p>Pur se analizzeremo il tutto più dettagliatamente nel paragrafo dedicato proprio alla trama, non ci si può esimere dall’anticipare un brevissimo profilo dei vostri quattro eroici eroi:</p>
<ol>
<li><em>Ethan Mars</em>, padre di famiglia, architetto, triste, barbuto ed incredibilmente sfigato.</li>
<li><em>Madison Paige</em>, pulzella che vive di scoop giornalistici, conseguentemente avventata e con considerevoli problemi d’insonnia.</li>
<li><em>Norman Jayden</em>, criminologo dell’FBI, ipertecnologico, con una grave dipendenza paragonabile a quella di un eroinomane.</li>
<li><em>Scott Shelby</em>, omone che rasenta la cinquantina, ex poliziotto ed attualmente investigatore privato, che soffre d’asma nei momenti chiaramente peggiori.</li>
</ol>
<p>A questo punto una domanda potrebbe sorgere spontanea, anche visto ciò che si è detto prima. Dato che partiamo dai presupposti di una trama da giallo che più giallo non si può, durante il gioco, che diavolo si fa?<br />
La risposta non è semplice, dato che il giocatore, con il protagonista di turno, è impegnato di scena in scena in attività che possono essere molto diverse le une dalle altre. Si deve partire da un presupposto, <strong>Heavy Rain non è un gioco d’azione</strong>; non nel senso che l’azione manchi, ma non sta certamente al fulcro del progetto. Non ci si deve dunque aspettare di girare per la città, pistola nella fondina, pronti a sparare ad i passanti in preda a qualche delirio sanguinolento.</p>
<p>La <strong>suddivisione in scene</strong> è appunto fondamentale. All’inizio delle medesime si viene catapultati in un preciso contesto, il relativo personaggio (con qualche battuta d’apertura o la nostra possibilità di ascoltarne specifici pensieri ) ci farà intuire rapidamente qual è il suo attuale obiettivo. Da quel momento in poi il controllo passa sotto la nostra mano.  E’ così che possiamo ritrovarci a gestire un’indagine con il buon Norman, analizzando nel dettaglio la scena del crimine grazie alla mistica tecnologia ARI a sua disposizione. Oppure ad interrogare uno dei parenti delle vittime con il nostro robusto Shelby, così da cogliere qualche particolare che possa essere sfuggito alla polizia. O ancora infiltrarci nella casa di un possibile sospetto con la coraggiosa Madison, così da individuare qualche documento scottante. O persino passare un semplice ed allegro pomeriggio in compagnia del nostro amato figliolo con il triste Ethan, cercando di farlo sorridere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-2_t.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3495" title="heavy-rain-2_t" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-2_t.jpg" alt="heavy-rain-2_t" width="550" /></a></p>
<p>Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli senza rivelare porzioni di trama. Ma se anche queste attività, in certi casi semplicemente narrative, vi danno l’idea che potrebbero risultare noiose, vi basti sapere che in molti casi, con l’evolversi della scena, o in una seguente o persino conseguente, spesso trova spazio un crescendo di tensione ed il più volte citato coinvolgimento che manca a molti altri progetti. E’ così che magari, nel negozio dove Shelby interrogava il proprietario, entra un uomo armato di pistola intenzionato a compiere una rapina. O la povera Madison, scopre che il proprietario della casa dove cercava uno scoop, scovandola, non è intenzionato a reagire in maniera molto cortese.<br />
In queste fasi, lasciate sempre alla gestione del personaggio e non a dei meri filmati, si percepisce la palpabile <strong>responsabilità</strong> per quello che sta accadendo o che accadrà ad i vostri personaggi. E’ proprio questo il fulcro del coinvolgimento di cui continuo incessantemente a parlare.</p>
<p>Questo fattore può essere anticipato senza problemi, anzi, per un eventuale giocatore è meglio saperlo: <strong>i vostri personaggi, in base alle vostre scelte o fallimenti, possono bellamente morirvi di fronte agli occhi!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong><img class="aligncenter  wp-image-3490" title="heavy-rain-pistola" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-20060607010128943_640w.jpg" alt="heavy-rain-pistola" width="550" /></p>
<p>Se ve lo state chiedendo, no, non si tratta di un semplice game over con ripartenza dall’ultimo salvataggio.<strong> Se anche muore qualcuno, la storia prosegue</strong>, tenendo conto di ciò che è accaduto ed evolvendosi di conseguenza (ed ovviamente facendovi sentire orribilmente in colpa nel caso sia accaduto qualcosa di brutto).<br />
Questo è il punto di forza di Heavy Rain, che vi catapulta in un <strong>contesto realistico</strong>, senza dei super personaggi immortali, ponendovi di fronte a delle scelte morali importanti e facendovi sentire il <strong>peso delle conseguenze</strong>. E’ così che si riesce a scatenare un mix di emozioni molto più intense che di fronte all’ennesimo head shot nella mappa multy player dello sparatutto medio (ed io amo l’ennesimo head shot ottenuto dall’alto di una torre con il mio fidato fucile di precisione, quindi fate voi).</p>
<h2 style="text-align: left;" align="center"></h2>
<h2 style="text-align: left;" align="center">“Estetica e tic nervosi a go go”</h2>
<p>Ma al reparto del coinvolgimento, ora, cumuliamo i pregi del <strong>reparto grafico</strong>. Grazie anche al supporto della tecnologia del motion capture ed in conseguenza al lavoro di attori veri, Heavy Rain propone alcune dell’<strong>espressioni facciali</strong> più convincenti del mondo video ludico. In un gioco nel quale l’emozioni devono farla da padrone, avere personaggi che riescono ad imporsi nella narrazione anche con una semplice espressione, consente facilmente il successo. Un personaggio come quello di Shelby riuscirà a stupirvi per la quantità di smorfie o movimenti del viso che sarà capace di riprodurre di scena in scena (se cercherete l’attore che ha donato il volto al personaggio a gioco concluso, rimarrete piacevolmente stupiti dal riconoscerle ad una ad una).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-3491" title="heavyrainsam" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavyrainsam.jpg" alt="heavy-rain-sam" width="550" /></p>
<p>A tutto questo va aggiunto l’ottimo lavoro per quanto concerne gli <strong>ambienti</strong>, specialmente quando messi in campo anche gli agenti atmosferici (il titolo poteva già farvi intuire che in giro c’è una discreta quantità di pioggia!)</p>
<p>La stessa grafica riesce così, alla sua maniera, a rendersi partecipe della narrazione, con scenari che da se trasmettono la cupezza, l’allegria o la confusione che una data scena imporrà con la propria evoluzione. Creando quei contorni che permetteranno ad occhio e mente di collaborare e procedere nella storia lasciandosi avvolgere dalla medesima.<br />
Attraverso Heavy Rain, in qualche modo, viene riconfermato il fatto che anche la grafica, come alcuni invece non si ostinano a riconoscere, quando attorniata da altri favorevoli pilastri, può ergersi e dare forza ad un prodotto senza dover scadere nel mero effetto speciale per incantare i beoti. Ma sono consapevole di quanto sia difficile convincere in merito i retrogamer! Un po’ come gli appassionati di film in bianco e nero,</p>
<p>dannati colori sovversivi, che possano crepare!<br />
Se poi, tutto questo, va ad unirsi all’eccellente lavoro riguardo il <strong>reparto sonoro</strong>, si ottiene una combinazione strepitosa. Sulla musica, il discorso è più semplice e largamente condiviso; quando curata, riesce a generare fortissime emozioni da sé. Se allegata alla piacevolezza dell’immagine, ad una trama ben strutturata e scene già cariche d’emozione, si ha davvero fatto centro.<br />
L’estetica di Heavy Rain rende ancora più solidi tutti i suoi pilastri, donandogli quella base forte che ha davvero difficoltà a crollare, spingendolo meritatamente verso l’alto, appunto, fra i capolavori.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-3494" title="HeavyRain01" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/HeavyRain01.jpg" alt="HeavyRain01" width="550" /></p>
<p>Va segnalato il <strong>doppiaggio</strong> completamente in italiano, che non è sicuramente fatto malaccio (anzi, paragonato ad alcuni giochi, letteralmente rovinati da questa procedura, è di tutto rispetto) si può comunque notare qualche leggera stortura che dimostra sempre e comunque la scarsa considerazione che c’è nel nostro paese in merito a questi prodotti, ma fortunatamente nulla di catastrofico. Se per qualche motivo odiate Pino Insegno (che dona la voce a Ethan Mars) ricordate sempre che potete metterlo in inglese con i sottotitoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: left;" align="center">“Fino a che punto vi spingereste per salvare qualcuno che amate?”</h2>
<p>La frase sopra riportata è la domanda che la Quantic Dream, casa di sviluppo del gioco, e David Cage, suo relativo fondatore, hanno posto ad i giocatori prima dell’uscito dal gioco. Si trattava di uno stratagemma per non rivelare granché della trama ma far comunque intuire di che cosa avrebbe parlato. Cercare di fornire, a chi si apprestava ad acquistare il loro prodotto, un suggerimento riguardo a quali emozioni sarebbero state messe in gioco per coinvolgerli durante l’avventura.<br />
Non c’è da preoccuparsi, questo non fa di Heavy Rain una commediola su l’amore adolescenziale scritta da Moccia. Tranquilli, si parla di argomenti un attimino più seri e concreti, non di fantascienza rosa!<br />
Ci tengo a precisare, che pur accennando a <strong>qualche piccolo <span style="color: #ff0000;">SPOILER</span></strong>, riguardo alle fasi iniziali di gioco, <strong>non riporterò assolutamente l’interezza degli eventi</strong>, perché per un gioco del genere, anche mediante recensione, si tratterebbe di un sacrilegio inenarrabile per il quale meriterei di essere incatenato ad una montagna con un’aquila che ogni giorno mi mangia il fegato (questa l’ho già sentita&#8230;)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">&#8212;-SPOILER ALERT!&#8212;-</span></strong><br />
<em><span style="color: #808080;">Se proprio, facendo uno sforzo, volessimo inquadrare un protagonista più protagonista, fra i quattro protagonisti che soffrono di protagonismo, si tratterebbe senza dubbio di <strong>Ethan Mars</strong>, il povero e triste padre di famiglia barbuto. Ciò che ho evitato di dirvi precedentemente è perché il povero Ethan è tanto triste. Non è un emo, non c’è nato e presumibilmente avrebbe preferito evitare d’arrivarci, ma la depressione del personaggio è certamente ben giustificata. La scena introduttiva, nella quale lo impersonerete, è un’allegra fase dove esplorerete la vostra amata casetta (che vi dimostrerà indubbiamente che siete uno che c’ha il grano), scherzerete con la vostra mogliettina e giocherete coi i vostri gioiosi pargoli. Un idilliaco quadretto famigliare che quei gran figli di della Quantic Dream si divertiranno a spezzettare, cospargere di benzina e bruciare dolorosamente (sul serio, per quanto sia tranquilla, godetevi quella scena, godetevela con tutti voi stessi, proseguendo nell’avventura capirete perché).</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter  wp-image-3499" title="heavy-rain" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain.jpg" alt="heavy-rain" width="550" /></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">Conclusa quella che si dimostrerà anche una buona scusa per farvi sperimentare i comandi (è possibile interagire con molti oggetti anche in semplici operazioni, che con il movimento del joypad cercheranno per quanto possibile di riprodurre il gesto, in certi casi, apprezzabilmente, anche nella sua complessità) la scena seguente vi vedrà al centro commerciale, sempre in spensieratezza con la vostra allegra famiglia. Lasciati un attimo da soli col vostro figlio maggiore Jason, del quale è il compleanno, dopo avergli comprato un gaio palloncino rosso, vi distrarrete quell’istante necessario a consentire al giovine di andarsene a funghi, data la sua irrefrenabile voglia d’esplorazione.</span></em><br />
<em> <span style="color: #808080;"> Sarà il primo momento nel quale sorgeranno i sensi di colpa. Accusando sentitamente il vostro protagonista di pirlaggine, comincerete a vagare per il centro commerciale (dopo una figura barbina con vostra moglie, che tornata vi chiederò dov’è il bimbo) alla ricerca di uno stramaledetto palloncino rosso (ovviamente il più venduto della giornata). </span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/Heavy_Rain-PlayStation_3Screenshots16708MALL_03-620x.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3496" title="Heavy-rain-centrocommerciale" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/Heavy_Rain-PlayStation_3Screenshots16708MALL_03-620x.jpg" alt="Heavy-rain-centrocommerciale" width="550" /></a></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">Tutti gli elementi precedentemente elogiati, gestiranno ad arte il crescendo di tensione che vi accompagnerà nei vostri fallimenti alla ricerca del pargolo (da notarsi come anche le reazioni fisiche dei personaggi combacino sempre perfettamente allo stato d’ansia del momento, riuscendo, a meno che non siate di marmo, a trasmettervela facilmente). Comincerete a premere ripetutamente la x (in quel momento il comando relativo a strillare con un crescendo d’isteria il nome di vostro figlio in mezzo ad una folla che essenzialmente se ne sbatte di voi) logorando il cervello di qualsiasi amico o coinquilino che si trovi nella vostra stessa abitazione e senta l’audio.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">Alla fine, in un modo o nell’altro, lo ritroverete (alcuni casi, in termini di tempo, si sono rivelati talmente gravi da spingere alla preventiva castrazione chimica del giocatori, così da non mettere mai tanto in pericolo una loro eventuale futura prole). Sventuratamente, vi sarà concesso un respiro di sollievo molto breve, dato che , raggiunto l’altro lato della strada limitrofa al centro commerciale, il vostro pargolo, notandovi, l’attraverserà incurante d’ogni pericolo. A poco serviranno gli occhi sbarrati di Ethan e la sua corsa per tentare di fare da scudo umano al figlio, che starà per essere investito da un’auto guidata da un’intelligentissima ragazza al cellulare. Il vostro protagonista riuscirà esclusivamente ad abbracciarlo un’ultima volta finendo investito anch’egli, cadendo in un conseguente stato comatoso per sei mesi  e perdendo per sempre il figlio. Dopo che avrete chiamato ogni amico che ha usato il gioco, domandandogli se anche a loro Jason è morto, ricevendo sempre e comunque dei si singhiozzati, vi rassegnerete a proseguire.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">La scena seguente, che risulta quasi essere un secondo inizio, si rivelerà un’antitesi del primo. Temporalmente saranno passati due anni. Ethan, dal risveglio dal coma, non si è mai ripreso dalla morte di Jason, ha finito per divorziare dalla moglie Grace ed in conseguenza vede più saltuariamente il suo secondo figlio Shaun. Una visita dallo psicologo di Ethan vi farà rendere conto del suo attuale stato mentale: depresso e convinto fermamente di non essere capace di proteggere nessuno.</span></em><br />
<em> <span style="color: #808080;"> Nella fase seguente avrete modo di verificare, quando passerete una giornata con Shaun, che anche se Ethan  non ha perso il proprio affetto paterno, ritiene davvero di poter far poco per la sua prole, sentendosi conseguentemente quasi del tutto impotente.</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-header-image-05.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3497" title="heavy-rain-ethan" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-header-image-05.jpg" alt="heavy-rain-ethan" width="550" /></a></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;"> Solo un evento ironicamente ancora più drammatico riuscirà a risvegliarlo dalla sua maniera quasi catatonica di vivere i giorni (e qui è lo <strong><span style="color: #ff0000;">SPOILER</span> più grosso</strong>, siete avvisati) quando Shaun, disgraziatamente, sarà rapito dall’omicida del quale tutti i giornali parlano: l’assassino dell’origami.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #808080;">Ricevuta una lettera da parte dello stesso killer, Ethan scoprirà che questi vuole sottoporlo a delle prove, per verificare perversamente cosa sarebbe disposto a fare per salvare il proprio ultimo figlio. Sarà in quel momento che l’istinto paterno di Ethan si risveglierà completamente, pronto a spingerlo ad affrontare l’impossibile, sotto vostra mano, per trovare un modo di recuperare Shaun.</span></em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8212;-FINE SPOILER&#8212;-<br />
</strong></span></p>
<h2 style="text-align: left;" align="center">“Consigli per l’uso!”</h2>
<p>Dato che non sono in alcun modo intenzionato a rivelare altro sulla storia e le vicissitudini che dovrete affrontare anche con gli altri personaggi (posso solo aggiungere che dalla prima prova in poi, il crescendo è davvero spettacolare) direi che prima di passare alle conclusioni, da buon giocatore sfegatato di questo prodotto (si era capito) posso giusto fornirvi qualche suggerimento in più per godervi l’avventura.</p>
<ol>
<li>Evitate di rovinarvi la storia, <strong>non cercate anticipazioni</strong>, non chiedete nulla che possa andare oltre le prima fasi che ho elencato (potevate persino evitare quelle).</li>
<li>Se possibile, <strong>giocatevelo di filata</strong>. Mediamente, dall’inizio alla fine del gioco si tratta di dieci orette buone (di più se volete compiere strane azioni mortali come mangiare ed andare in bagno, di meno se cercate di scatenare un’ecatombe coi vostri personaggi).</li>
<li><strong>S</strong>ettate la <strong>difficoltà massima</strong>. Se siete sufficientemente competenti con un joypad (o più semplicemente, non giocate solo una volta ogni morte di papa) la potete reggere e vi farà penare di più, il che vorrà dire che sarete molto più coinvolti, assumendo la tipica posa da scopa in&#8230; per non rischiare.</li>
<li><strong>Non osate</strong>, se non lo avete ancora usato, <strong>vedervi la storia mentre la gioca qualcun altro</strong>. Se anche decideste di giocarvelo voi in un secondo momento avreste perso il meglio dell’esperienza.</li>
<li><strong>Non cercate di rigiocarvi le scene se vanno male</strong>, ci sarà tempo per fare altre partite, la prima vivetela semplicemente come viene.</li>
<li><strong>Non usatelo come se fosse il classico giochetto</strong>. Heavy Rain spinge molto sulle fasi di riflessione, quindi usate spesso i pensieri del personaggio, meditate su quello che state facendo e siate anche un po’ scenografici (in certe scene e possibile assumere delle specifiche pose durante i dialoghi) in pratica, vivete il momento assieme al vostro personaggio, non fate solo i freddi e cinici padroni del controller, immedesimatevi!</li>
<li>Una volta che lo avrete finito, poi, la maniera migliore per vedere finali o scelte alternative alle vostre (oltre a rigiocarvelo per conto vostro) è trovare qualche povero disgraziato che non l’ha ancora provato ed assistere alla sua prima volta (deridendolo durante gli stessi momenti di tensione in cui voi siete saltati dalla sedia). Non c’è niente di più divertente, in quel caso, di assistere ad i modi diversi o persino identici (ma dall’alto lato) di reagire delle persone alle varie scene. Ovviamente, se state assistendo alla partita di qualcun altro, <strong>evitate di anticipargli le cose o di suggerirgli cosa fare</strong>, altrimenti starete rovinando la sua, di esperienza.</li>
</ol>
<p>Seguendo queste regole e visionando partite di altri, potrei raccontare aneddoti davvero inarrivabili, ma dopo tutto mi direste, giustamente, chissenefrega!</p>
<h2 style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-photos-gameplay.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3498" title="heavy-rain-photos-gameplay" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-photos-gameplay.jpg" alt="heavy-rain-photos-gameplay" width="550" /></a></h2>
<h2 style="text-align: left;" align="center">“Capolavoro? Sicuro?”</h2>
<p>Sicuro. Questa volta non ci sono se o ma, Heavy Rain, grazie all’esperienza di gioco e di narrazione che riesce a trasmettere è indubbiamente un capolavoro, una perla rara di questa industria che potrebbe essere molto migliore di come alcuni la desiderano e plasmano.</p>
<p>Ci tengo, per concludere, a precisare due cose:</p>
<p>Non ritengo che Heavy Rain sia un capolavoro solo perché parte dalla trama, è sicuramente uno dei metodi che personalmente apprezzo di più, ma ci sono giochi (e ne parleremo in futuro) che a differenza di Heavy Rain partono dal gameplay, o persino dalla grafica, per poi costruirgli il resto attorno, e risultano sempre e comunque dei capolavori. Sono approcci diversi, ognuno con i suoi pregi e fan, ma che condividono un elemento non da poco: <strong>pur partendo da un fattore, curano dettagliatamente anche gli altri</strong>, non schermandosi, come per altre produzioni, dietro al semplicistico “a noi quell’aspetto non interessava”. Si è certamente liberi di compiere una scelta del genere nel campo video ludico, ma non si può al contempo pretendere di dire di aver prodotto un capolavoro; nel caso vada davvero bene, otterremo al massimo un bel gioco.</p>
<p>La seconda precisazione è che, anche un capolavoro, ovviamente <strong>non è perfetto</strong>, (non fatemi tornare sul discorso filosofico della scorsa recensione, vi prego), pur amando questo progetto all’ennesima potenza, sono ovviamente consapevole di quali siano i suoi magri difetti. Qualcuno potrebbe sostenere che la giocabilità poteva essere ancora più marcata, vero, ma avremmo ottenuto un prodotto diverso; qualcuno potrebbe sostenere che la stessa trama in alcuni momenti vacilla un po’, io ritengo che forse alcuni elementi avrebbero avuto bisogno di una o due scene in più per essere approfonditi, ma le risposte sono tutte lì, se non si colgono: o non lo si è giocato bene o più semplicemente non lo si è capito. Alcune critiche strutturali che ho sentito partono davvero ed esclusivamente dal desiderio d’emettere giudizi fini a se stessi (io sarò pure cinico, ma se faccio recensioni abnormemente lunghe è proprio per spiegare bene le ragioni di quello che penso, non per un insensato appagamento che per alcuni scaturisce davvero dal desiderio di demolire le cose o alimentare la polemica).</p>
<p>Il mio unico desiderio, che non mina il mio giudizio, riguardo Heavy Rain, poteva essere quello d’<strong>aggiungere ancora più variabili</strong> al tutto, un po’ come avviene, per chi l’ha giocata, nella scena extra che riguarda la sola Madison Paige. Tuttavia, mi rendo conto che un progetto con un tale approfondimento avrebbe richiesto presumibilmente il triplo del tempo per essere messo in piedi, non ho dunque difficoltà ad accontentarmi di quello che risulta sempre e comunque <strong>uno dei migliori videogiochi di questa generazione</strong>.</p>
<p><a href="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3505" title="heavy-rain-madison" src="http://www.weblifeitalia.it/BLOG/wp-content/uploads/2012/03/heavy-rain-2.jpg" alt="heavy-rain-madison" width="482" height="242" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;">VALUTAZIONE:</h2>
<p style="text-align: center;"><strong>GRAFICA</strong>: 9</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SONORO</strong>: 9</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LONGEVITA’</strong>: 7.5</p>
<p style="text-align: center;"><strong>GIOCABILITA’</strong>: 8</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TRAMA</strong>: 9.5</p>
<h2 style="text-align: center;" align="center">TOTALE</h2>
<h2 style="text-align: center;" align="center">9</h2>
<p style="text-align: center;" align="center">( la prossima torniamo ad essere cattivi? Che dite? Vedremo! )</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/JKPPdgBK3r8" frameborder="0" width="550" height="340"></iframe></p>
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